È un fatto ben noto che riconosciamo la nostra madre patria quando siamo sul punto di perderla
cit Albert Camus

Pronti ieri, oggi e domani per il combattimento per l'onore d'Italia
cit Benito Mussolini

L'unico diritto del fascista e quello di compiere per prima il sacrificio e il dovere.
cit. Maria Pasquinelli
Cadrò una, due volte , mille volte ancora, ma ogni volta mi rialzerò per tornare all'assalto, da uomo libero.
cit. Nanni De Angelis
La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe. cit. Benito Mussolini
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Blocco Studentesco: Azione contro caro-libri in 40 città


Roma, 24 set. Oggi a Roma e in altre 40 città italiane, il Blocco Studentesco ha realizzato un'azione dimostrativa contro il caro libri. Davanti a centinaia di istituti superiori sono stati depositati dei sacchi di juta, su cui è stata stampata l'effige del dollaro contornata dai nomi delle principali case editrici che producono testi scolastici. A Roma l'azione ha interessato più di 50 istituti, compresi licei storici come il Visconti, il Cavour e il Tasso. "Nonostante le promesse del ministro Gelmini, le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l'acquisto dei libri di testo. La spesa per ogni studente supera in media i 500 euro, senza contare che un istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero", spiega Francesco Polacchi, responsabile nazionale del Blocco Studentesco. "Il Ministro dell'Istruzione - prosegue Polacchi - non ha preso nessun provvedimento serio per contrastare questo problema, limitandosi a 'consigliare' alle case editrici di non cambiare edizione e di non aumentare i prezzi per 5 anni. Misure assolutamente insufficienti e inefficaci". "Il Blocco Studentesco - conclude Polacchi - continua la sua battaglia per l'adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale (differente a seconda dell'indirizzo scolastico). Chiediamo inoltre la creazione di un organo di controllo specifico che vigili sull'attività e i profitti delle case editrici".

Speciale CasaPound Avellino. Puntata Zero



ecco la sintesi della nostra prima puntata televisiva.La versione integrale sarà trasmessa su TORTUGA TV.



SOLIDARIETA'
GIUSTIZIA SOCIALE
GIOVINEZZA AL POTERE

BOICOTTIAMO IL REFERENDUM

Boicottiamo il referendum
di Gabriele Adinolfi
www.noreporter.org

Le tre ragioni per rigettare questa riforma tanto voluta da Fini
Il 21 e 22 giugno si va a votare per il referendum sulla riforma elettorale. Come di consueto vanno al seggio praticamente soltanto i tifosi della riforma e tutto si gioca non sull'esito della votazione ma sul quorum il cui raggiungimento, chi le è contrario ha l'abitudine di boicottare.
La scelta quindi è tra il voto favorevole alla riforma e il non voto.
L'unica scelta che ha un senso nello specifico è lquella del non voto.
E, se mai doveste andare alle urne per il secondo turno delle amministrative, ricordatevi di rifiutare la scheda referendaria e di assicurarvi che non siate state computati tra gli elettori.
Astensione, perché? Perché se questa riforma passasse comporterebbe tre risultati liberticidi. Li elenco.
Primo: l'attribuzione del premio di maggioranza al partito più votato invece che alla coalizione vincente resusciterebbe il bipartitismo, che in Italia non ha mai davvero preso, sostituendolo al bipolarismo imperfetto che c'è oggi e spezzerebbe così ogni dinamica minoritaria sia al di fuori che all'interno degli schieramenti.
Secondo: l'eccessivo potere concesso a un solo partito permetterebbe a chi ha residui di cultura stalinista d'instaurare una vera e propria dittatura silurando da ogni luogo della politica, dell'amministrazione e dell'informazione chi non esegue gli ordini del soviet. Chi avesse qualche perplessità si vada a vedere quello che ha combinato l'attuale classe dirigente di Rifondazione con i suoi avversari interni dopo la vittoria al congresso del 2008. Il successo di un partito di formazione staliniana riporterebbe l'Italia a scenari da incubo. Se questa cultura è palese in partiti minoritari, quali Rifondazione e Italia dei Valori, c'è, criptica ma solida, anche all'interno del Pd. Il pericolo è chiaro.
Terzo: la contesa referendaria viene anche vista dai Proci come un'occasione per creare dissapori e conflitti tra premier e Lega cercando, così, di creare le condizioni per il governissimo di unità nazionale richiesto a gran voce dalla City e da Bankitalia, i grandi congiurati contro la Nazione. Non è un caso che a sospingere il Sì al referendum sia Gianfranco Fini, che non si sa se definire lacché della City e vassallo di Draghi o lacché di Draghi e vassallo della City. Se ci fosse anche solo l'ombra del dubbio a fugarla ci pensa la posizione di Fini: sappiamo per esperienza che, a meno di voler diventare cittadini britannici, il modo migliore per non sbagliare è quella di scegliere l'opposto di quest'uomo.

cosa ha fatto il governo di Berlusconi?? e la famosa LEGA??




Da quando è al governo il centro destra, rispetto al centro sinistra nulla è cambiato. Il costo della vita è in continuo aumento, la sicurezza per i cittadini rimane un miraggio, l'immigrazione è addirittura aumentata. Tutto questo, sotto l'occhio vigile della Lega Nord. I cittadini hanno votato centro destra e premiato in particolar modo la Lega, perché ritenuta paladina della difesa del suolo patrio italiano (per la precisione della Padania), dall'invasione straniera. Ma come dimostrano le cronache quotidiane e le statistiche, la Lega Nord ha dimostrato di non essere un partito diverso da tutti gli altri, infatti per chi non lo sapesse il ministro Roberto Maroni in accordo con il ministro Sacconi hanno siglato un accordo per un nuovo decreto flussi per la regolarizzazione di altri 170mila stranieri, ma non paghi, il Reuters in data 10 novembre 2008 riportava la notiziache il ministro dell'interno Maroni è pronto ad una nuova moratoria da attuare tra il 2009 e il 2010, che consentirà l'ingresso di nuovi lavoratori immigrati, come richiesto dal suo partito. Le motivazioni addotte, che giustificherebbero questa ennesima sanatoria sarebbe motivata dalla crisi economica che sta attraversando il nostro Paese. Dunque, appare davvero paradossale se non addirittura comica la protesta dei leghisti nostrani fuori dal Palazzodi Giustizia contro la sentenza di scarcerazione di immigrati clandestini. Va inoltre ricordato, che i politici della Lega Nord a Trento protestano contro la magistratura e a Roma si mettono ditraverso sulla riforma della Giustizia che vorrebbe Berlusconi, strizzando addirittura l'occhio al PD di Veltroni. E che dire della tanto decantata autodeterminazione dei popoli, gli sbandierati valori cristiani, se poi nei fatti la Lega Nord ha firmatola ratifica del trattato di Lisbona, che di fatto renderà legge i"diritti" all' eutanasia ed ai matrimoni gay, inoltre il federalismo fiscale morirà prima di nascere! Verrebbe da pensare che, la nascita e l'affermarsi della Lega è una precisa operazione dei "poteri forti", i quali usarono la Lega come raccoglitore della prevista dilagante protesta contro i partiti corrotti della prima Repubblica e come argine democratico, che doveva impedire che la protesta stessa andasse a gonfiare di voti l'unica formazione che, esclusa dall'arco costituzionale, era fuori dalla mangiatoia del potere: il M.S.I., il temuto partito che rappresentava i fascisti, i naturali e storici avversari del sistema. La Lega infatti ha sempre agito come un soggetto urlante efolcloristico, ma assolutamente allineato al marcio e corrotto sistema democratico che si stava riciclando e che doveva riassorbire gli orfani delusi del comunismo ormai morto e quello stesso temuto MSI, la cui classe dirigente, la peggiore nella storia di questo partito, appena spalancate le porte del potere si buttò anch'essa a capofitto sulla mangiatoia. Le alterne vicende di questi ultimi anni hanno confermato che la Lega non è mai stata e non è una forza anti -sistema, ma funzionale al sistema e alle manovre affaristiche dei"poteri forti", che si spartiscono il potere con il giocodell'alternanza fasulla tra coalizioni che non sono altro che duefacce della stessa medaglia.








Davide Fait