cit Albert Camus
cit Benito Mussolini
cit. Maria Pasquinelli
cit. Nanni De Angelis
| La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe. cit. Benito Mussolini |
INTERVISTA AL SACRESTANO CON LA SVASTICA
http://100nazionalisti.blogspot.com/2009/04/il-sacrestano-di-vigevano-con-la.html
Ho trovato su youtube una sua intervista ...
RICORDIAMO IL CAMERATA PADRE PELLEGRINO SANTUCCI
PADRE SANTUCCI PIU' VOLTE AVEVA CELEBRATO MESSA A PREDAPPIO IN OCCASIONE DELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL DUCE E NON AVEVA MAI NASCOSTO LE SUE IDEE POLITICHE.
E’ stato un ultimo addio con saluti fascisti quello riservato da Bologna a padre Pellegrino Santucci, scomparso sabato a 89 anni. Il religioso (romagnolo di nascita, ma bolognese di adozione), infatti, aveva celebrato spesso messa a Predappio nell’anniversario della morte di Benito Mussolini e non aveva mai nascosto le sue simpatie politiche.
Inoltre aveva scritto il libro ‘Apologia del tiranno’ e viaggiato più volte a El Alamein, diventando un punto di riferimento nella galassia della destra, non solo quella bolognese Il suo funerale è stato celebrato dal vescovo vicario di Bologna Ernesto Vecchi nella chiesa di Santa Maria dei Servi, dove Santucci esercitava dal 1947, portando avanti l’altra sua grande passione, quella della musica.
Ricordandolo, Vecchi ha lanciato un appello alla città perché non ne dimentichi la figura: ”Chissà se Bologna e il nuovo sindaco saranno capaci di conservarne la memoria? La mia è una domanda”, si è chiesto. All’ultimo saluto anche Maurizio Cevenini, consigliere regionale del Pd e nome caldissimo nel centrosinistra in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.
I DIARI DI MUSSOLINI? SONO IN VALLE SPLUGA: Consegnati all'ex console italiano a Berlino, "consultabili nel 2025"
(di Pier Paolo Gratton)
UDINE - Parte dei diari di Mussolini e le ultime lettere scritte dal Duce poco prima di lasciare Milano per la Svizzera ed essere catturato dai partigiani, a Dongo, 'riposano' in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine elvetico, rinchiusi in una cassa di zinco. Lo rivela oggi all'Ansa il figlio dell'ex console italiano e segretario del Fascio a Berlino, Guglielmo Della Morte, che in quei giorni fu convocato dal Duce "dal quale ricevette una borsa di documenti chiusa con un lucchetto con l'impegno a non aprirla se non dopo il 2025".
Vero o falso? Veroo ancora una bufala sui diari del Duce dopo la querelle sollevata alcuni anni fa dal 'bibliofilo' Marcello dell'Utri? Questa volta sembra che sia tutto vero e documentabile, soprattutto per la caratura del personaggio coinvolto. Guglielmo della Morte (Milano 1902-1961), infatti, fu personaggio di spicco del regime e diplomatico di carriera. Dopo aver lavorato in una 'bottega' antiquaria, a Milano, già negli anni Venti Della Morte aderì al Fascismo e intraprese una carriera diplomatica che lo portò, negli anni, a Kassel, Breslaw, Moulhouse, Saarbruken e, appunto, a Berlino dove instaurò stretti contatti con le alte sfere del III Reich. Lasciò la Germania dopo l'8 settembre 1943 per trasferirsi a Campodolcino di Valle Spluga dove la famiglia aveva una villa. Nei convulsi giorni di aprile 1945 venne "convocato" a Milano dove, appunto, ricevette dal Duce una borsa, chiusa con un lucchetto marchiato B.M., con documenti segreti e una somma di denaro in franchi svizzeri.
"Il Duce - riferisce oggi il figlio del diplomatico - lo invitò a nasconderla e a rendere pubblico il contenuto non prima del 2025". Perché quella richiesta? "Se fossero stati solo soldi - prosegue oggi l'erede dell'ex console a Berlino - quella richiesta 'temporale' non avrebbe avuto alcun senso. E' logico pensare che il Duce in quella borsa-valigia avesse nascosto alcuni documenti importanti, magari copia di alcune lettere inviate ai leader occidentali per 'trattare' la sua fuga, oppure copia dei suoi diari, oppure altri documenti di particolare importanza. Insomma materiale che avrebbe potuto compromettere altre persone. Da qui la richiesta a mantenere il segreto per gli 80 anni canonici". Il figlio di Guglielmo Della Morte, che vive in Friuli, ha deciso di parlare oggi perché è già avanti con glianni. "E vorrei mantenere fede alla richiesta del Duce e al segreto rivelatomi da mio padre quando compii 18 anni, il 18 giugno 1954. Ho fatto un sopralluogo in questi anni e ho constatato che la borsa-valigia, protetta da una cassetta di zinco, è ancora là, in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Io mi sento vincolato alla parola data da mio padre. L'iter per l'apertura e la pubblicazione dei documenti tuttavia é già stato definito". Guglielmo Della Morte, che in Germania sposò Brigitte von Plotho (Darmstadt 1916-Milano 1958), fu oggetto nell'immediato dopoguerra di un attentato che per poco non gli costò la vita. I due attentatori vennero individuati ma poterono usufruire dell'amnistia voluta dal Guardasigilli dell'epoca, Palmiro Togliatti.
FONTE: http://www.ansa.it
I diari del Duce trovati in Valle Spluga
Tornano ancora una volta alla luce le ultime volontà di Benito Mussolini. A rivelarlo è il figlio di Guglielmo Della Morte, console italiano ai tempi in cui il Duce fu catturato dai partigiani a Dongo
Udine - Tornano ancora una volta alla luce le ultime volontà di Benito Mussolini. E fors'anche le pagine segrete dei suoi diari. A rivelarlo è stato il figlio di Guglielmo Della Morte, console italiano ai tempi in cui Mussolini fu catturato dai partigiani a Dongo.
Le volontà di Mussolini Le ultime volontà del Duce - possibilmente anche parte dei suoi diari - sono custodite in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. A rivelarlo all’Ansa è stato il figlio di Guglielmo Della Morte, già console italiano a Berlino, che fu convocato dal Duce, a Milano, poche ore prima che quest’ultimo venisse catturato dai partigiani a Dongo. "Mio padre ricevette una borsa sigillata - ha raccontato l’uomo - con la promessa a non aprirla prima del 2025. E' evidente che non può che contenere lettere e altro materiale storico di grande rilevanza". L’uomo, che vive in Friuli, ha anche precisato che la cartella è rinchiusa in una cassetta di zinco. "Il contenuto si è quindi preservato".
FONTE: http://www.ilgiornale.it
Sigilli alla Fiat in tutta Italia dallo squadrismo mediatico di Casa Pound
Consulta Provinciale degli Studenti di Roma: Bs 4 consiglieri; As 2 consiglieri; 1 consigliere Ls
ANZIANA SIGNORA PICCHIATA E VIOLENTATA DA DUE RAPINATORI RUMENI
Tratto da Tgcom
Blocco Studentesco: Azione contro caro-libri in 40 città
Croazia La bandiera italiana issata a Fiume Interviene la polizia
GIUSTIZIA PER GABRIELE: 6 ANNI VERGOGNA
Noi come Associazione siamo solidali con la famiglia di Gabriele e sdegnati ci ribelliamo ad una sentenza che stravolge il senso del diritto e che equipara un omicida che spara, rischiando di compiere una strage, ad un automobilista che accidentalmente investe un passante. Nella nuova logica della “sicurezza” uccidere un tifoso non è reato, una logica che ci ricorda i costruiti anni di piombo in cui uccidere un “antagonista” non era reato. Non sono bastate cinque testimonianze e la ricostruzione puntigliosa della pubblica accusa ad impedire ad un pugno di giudici umoralmente illuminati di manipolare la legge “graziando” una guardia considerata nell’esercizio delle sue funzioni di killer. Da ieri sappiamo che chi in divisa impugna a due mani una Beretta, la punta contro dei giovani e fa fuoco uccidendone uno male che gli vada verrà condannato per omicidio colposo e non farà un giorno di galera.
…E LIBERTA’ di BASTONARE a MORTE
Con la loro “sicurezza” siamo ormai sicuri da morire!
MA IN CHE MONDO VIVIAMO.....
PEDOFILI ALLA GOGNA!!!!!!!!
BOICOTTIAMO IL REFERENDUM
di Gabriele Adinolfi
www.noreporter.org
Le tre ragioni per rigettare questa riforma tanto voluta da Fini
Il 21 e 22 giugno si va a votare per il referendum sulla riforma elettorale. Come di consueto vanno al seggio praticamente soltanto i tifosi della riforma e tutto si gioca non sull'esito della votazione ma sul quorum il cui raggiungimento, chi le è contrario ha l'abitudine di boicottare.
La scelta quindi è tra il voto favorevole alla riforma e il non voto.
L'unica scelta che ha un senso nello specifico è lquella del non voto.
E, se mai doveste andare alle urne per il secondo turno delle amministrative, ricordatevi di rifiutare la scheda referendaria e di assicurarvi che non siate state computati tra gli elettori.
Astensione, perché? Perché se questa riforma passasse comporterebbe tre risultati liberticidi. Li elenco.
Primo: l'attribuzione del premio di maggioranza al partito più votato invece che alla coalizione vincente resusciterebbe il bipartitismo, che in Italia non ha mai davvero preso, sostituendolo al bipolarismo imperfetto che c'è oggi e spezzerebbe così ogni dinamica minoritaria sia al di fuori che all'interno degli schieramenti.
Secondo: l'eccessivo potere concesso a un solo partito permetterebbe a chi ha residui di cultura stalinista d'instaurare una vera e propria dittatura silurando da ogni luogo della politica, dell'amministrazione e dell'informazione chi non esegue gli ordini del soviet. Chi avesse qualche perplessità si vada a vedere quello che ha combinato l'attuale classe dirigente di Rifondazione con i suoi avversari interni dopo la vittoria al congresso del 2008. Il successo di un partito di formazione staliniana riporterebbe l'Italia a scenari da incubo. Se questa cultura è palese in partiti minoritari, quali Rifondazione e Italia dei Valori, c'è, criptica ma solida, anche all'interno del Pd. Il pericolo è chiaro.
Terzo: la contesa referendaria viene anche vista dai Proci come un'occasione per creare dissapori e conflitti tra premier e Lega cercando, così, di creare le condizioni per il governissimo di unità nazionale richiesto a gran voce dalla City e da Bankitalia, i grandi congiurati contro la Nazione. Non è un caso che a sospingere il Sì al referendum sia Gianfranco Fini, che non si sa se definire lacché della City e vassallo di Draghi o lacché di Draghi e vassallo della City. Se ci fosse anche solo l'ombra del dubbio a fugarla ci pensa la posizione di Fini: sappiamo per esperienza che, a meno di voler diventare cittadini britannici, il modo migliore per non sbagliare è quella di scegliere l'opposto di quest'uomo.
RAID INCENDIARIO A CASAPOUND BOLOGNA
Raid incendiario alle prime ore dell'alba contro la sede di Casapound Bologna, in piazza di porta Castiglione. Verso le 4.30 qualcuno ha appiccato fuoco alla porta in legno della palazzina, dove oltre agli uffici c'è anche l'appartamento in cui vivono il leader del movimento, Alessandro Vigliani, 30 anni, e la sua fidanzata, 29 anni al quarto mese di gravidanza. Entrambi sono stati costretti a calarsi da una finestra per mettersi in salvo, e la giovane, per lo spavento e una lieve intossicazione da fumo, è stata portata in ambulanza all' ospedale Sant'Orsola, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di sei giorni. Il rogo, secondo la polizia, è di chiara matrice dolosa: davanti alla porta sono stati trovati scampoli di stoffa imbevuti di liquido infiammabile e i resti di una tanica in plastica da cinque litri. Non sono invece state trovate scritte, nè altre tracce di rivendicazione. Sull'episodio ha avviato indagini la Digos. «Non vogliamo dare troppo spazio alle azioni di quattro codardi che non meritano nessun rispetto», ha commentato Vigliani in una nota in cui ha ricostruito l'accaduto. «Vogliono intimidirci, ma se pensano di farlo si sbagliano di grosso», ha concluso il leader di Casapound Bologna, che si aspetta «la solidarietà da tutte le forze politiche». (ANSA).
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Il sacrestano di Vigevano con la svastica al braccio

(24 aprile 2009)
CASAPOUND ITALIA : AIUTO AI TERREMOTATI

CasaPound Italia: Punti per raccolta aiuti per l'Abruzzo
Roma, 14 apr. - “Ad una settimana dal terremoto in Abruzzo, possiamo tirare un primo bilancio della nostra attività per far fronte all'emergenza”. Lo rende noto una nota dell'associazione con a simbolo una tartaruga.“Nel comune di Poggio Picenze – continua la nota – CasaPound Italia ha installato un capo base cui fanno capo gli invii del materiale raccolto in tutte le regioni d'Italia. I volontari in forza al campo, forniscono la propria attività presso i magazzini gestiti dal Comune di Poggio Picenze e nella distribuzione del materiale alla popolazione”.“La forte sinergia tra il Comune di Poggio Picenze e CasaPound consente un'ottimale gestione della situazione, grazie al coordinamento tra i responsabili del campo e Marcello Taddei, rappresentante della Protezione Civile del Comune”.“Nei magazzini del comune di Poggio Picenze, è stata stipata buona parte del materiale raccolto in tutte le regioni da CasaPound Italia. Altro materiale è stato distribuito alle popolazioni e ne i magazzini dei comuni limitrofi.“Diciottomila litri d'acqua, duemila kg di pasta, 1000 litri di latte, 1600 kg di scatolame vario, 500 pacchi di pannolini, 300 kg di piatti, tovaglioli e bicchieri di plastica, 1500 kg di materiale per l'igiene personale. Sono queste alcune cifre del materiale raccolto e distribuito.La raccolta continua ed in questa seconda settimana di attività sul territorio, arriveranno a Poggio Picenze altri carichi di materiale di seconda fascia.Una gara di solidarietà e d'impegno concreto che per quel che riguarda CasaPound Italia non vedrà mai i riflettori spegnersi”.
ANCORA STUPRI IN ITALIA!!!
Ma perchè? Stiamo veramente diventando così barbari da violare anche delle ragazzine così piccole, ancora quasi bambine? Ma no, è chiaro, non è colpa nostra: è tutta colpa degli extracomunitari. Infatti lo stupratore di Bologna, già fermato, è un filippino. Quelli di Roma dovrebbero essere uomini dell'Est mentre a Milano la ragazza, sudamericana, è stata violentata da un nordafricano. Ecco! Visto che è così! Non è colpa nostra. Allora la soluzione del problema è facile: basta colpire lo straniero e fortemente colpire il barbaro invasor come hanno fatto i ragazzi in via Carroceto.
ANCORA DOLORE PER LE FAMIGLIE ITALIANE
Universitario ucciso
fermato un albanese
07/01/2009 19:49
ello l'orario di apertura della biblioteca di Grigno che vanta, nella propria collezione, pubblicazioni d'arte rare. Come il libro su Modigliani che Luigi Michele Del Percio voleva consultare ieri. Era partito da casa, in via Degasperi dove abita con i genitori, di buon'ora al mattino. Avrebbe compiuto alcune commissioni, fatto un paio di telefonate e poi preso il treno della Valsugana che parte dalla stazione di Trento alle 12.05 e che arriva a Grigno alle 13.35. Una decina di minuti ci vogliono dalla stazione del paese per arrivare alla biblioteca. Luigi era puntuale: avrebbe consultato la pubblicazione su Modigliani per prepararsi per un concorso. Laureato in scienze dei beni culturali all'università di Trento, aveva svolto un breve tirocinio al Museo Tridentino di scienze naturali prima dell'iscrizione alla laurea specialistica. L'arte e l'archeologia fra le sue passioni. Alle 14, dunque, l'apertura della biblioteca. La stessa meta del suo assassino. Luigi è caduto a terra, nel sangue. Lo ha visto un passante e contemporaneamente al bibliotecario l'allarme è arrivato da un corriere della ditta Sda che era salito per consegnare un pacco. «C'è una persona che sta male, a terra». È arrivato di corsa anche un vigile urbano, che ieri pomeriggio era a riposo. Poi i carabinieri. L'ambulanza è partita da Borgo e dopo pochi minuti è atterrato il medico rianimatore con l'elicottero. Le condizioni sono apparse subito critiche. Luigi Michele Del Percio perdeva sangue, si muoveva ma era incosciente. Gli occhi, chiusi davanti alla biblioteca di Grigno, non li avrebbe mai più riaperti. È stato portato d'urgenza nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Trento, ma a nulla sono serviti i tentativi di strapparlo alla morte. Il ragazzo è spirato subito dopo il ricovero. Senza ancora che nessuno sapesse perché e per mano di chi. Ai carabinieri, che hanno subito transennato il luogo in cui è stato trovato agonizzante il giovane, è spettato il duro compito di andare a casa dei genitori. Il papà, Michele Del Percio, è un loro collega: ora in pensione, ha concluso la sua carriera nell'Arma al nucleo operativo e radiomobile di Trento. Negli anni di lavoro, sulle strade del Trentino, ne ha viste tante di disgrazie. Ieri, accanto alla moglie Gabriella Franceschinelli, insegnante alla scuola infanzia Collodi, non riusciva a farsene una ragione. Luigi era il loro unico figlio. Un bravo ragazzo, studioso e senza tanti grilli per la testa. Ha incontrato la morte mentre andava a studiare.Marica ViganòLA REALTA' SI AVVICINA ANCHE IN VALSUGANAMa non vi viene voglia di fare qualcosa??
Di dire basta???