È un fatto ben noto che riconosciamo la nostra madre patria quando siamo sul punto di perderla
cit Albert Camus

Pronti ieri, oggi e domani per il combattimento per l'onore d'Italia
cit Benito Mussolini

L'unico diritto del fascista e quello di compiere per prima il sacrificio e il dovere.
cit. Maria Pasquinelli
Cadrò una, due volte , mille volte ancora, ma ogni volta mi rialzerò per tornare all'assalto, da uomo libero.
cit. Nanni De Angelis
La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe. cit. Benito Mussolini
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INTERVISTA AL SACRESTANO CON LA SVASTICA

Vi ricordate il sacrestano con la svastica ??
http://100nazionalisti.blogspot.com/2009/04/il-sacrestano-di-vigevano-con-la.html

Ho trovato su youtube una sua intervista ...

RICORDIAMO IL CAMERATA PADRE PELLEGRINO SANTUCCI

DECEDUTO A BOLOGNA IL 24 LUGLIO 2010. IL FUNERALE SI E' SVOLTO,SEMPRE A BOLOGNA,IL 27 LUGLIO E LA SUA SEPOLTURA SALUTATA COL BRACCIO TESO.

PADRE SANTUCCI PIU' VOLTE AVEVA CELEBRATO MESSA A PREDAPPIO IN OCCASIONE DELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL DUCE E NON AVEVA MAI NASCOSTO LE SUE IDEE POLITICHE.


E’ stato un ultimo addio con saluti fascisti quello riservato da Bologna a padre Pellegrino Santucci, scomparso sabato a 89 anni. Il religioso (romagnolo di nascita, ma bolognese di adozione), infatti, aveva celebrato spesso messa a Predappio nell’anniversario della morte di Benito Mussolini e non aveva mai nascosto le sue simpatie politiche.

Inoltre aveva scritto il libro ‘Apologia del tiranno’ e viaggiato più volte a El Alamein, diventando un punto di riferimento nella galassia della destra, non solo quella bolognese Il suo funerale è stato celebrato dal vescovo vicario di Bologna Ernesto Vecchi nella chiesa di Santa Maria dei Servi, dove Santucci esercitava dal 1947, portando avanti l’altra sua grande passione, quella della musica.

Ricordandolo, Vecchi ha lanciato un appello alla città perché non ne dimentichi la figura: ”Chissà se Bologna e il nuovo sindaco saranno capaci di conservarne la memoria? La mia è una domanda”, si è chiesto. All’ultimo saluto anche Maurizio Cevenini, consigliere regionale del Pd e nome caldissimo nel centrosinistra in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.


fonti: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/addio-saluti-fascisti-prete-mussolini-487089/

I DIARI DI MUSSOLINI? SONO IN VALLE SPLUGA: Consegnati all'ex console italiano a Berlino, "consultabili nel 2025"






(di Pier Paolo Gratton)

UDINE - Parte dei diari di Mussolini e le ultime lettere scritte dal Duce poco prima di lasciare Milano per la Svizzera ed essere catturato dai partigiani, a Dongo, 'riposano' in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine elvetico, rinchiusi in una cassa di zinco. Lo rivela oggi all'Ansa il figlio dell'ex console italiano e segretario del Fascio a Berlino, Guglielmo Della Morte, che in quei giorni fu convocato dal Duce "dal quale ricevette una borsa di documenti chiusa con un lucchetto con l'impegno a non aprirla se non dopo il 2025".

Vero o falso? Veroo ancora una bufala sui diari del Duce dopo la querelle sollevata alcuni anni fa dal 'bibliofilo' Marcello dell'Utri? Questa volta sembra che sia tutto vero e documentabile, soprattutto per la caratura del personaggio coinvolto. Guglielmo della Morte (Milano 1902-1961), infatti, fu personaggio di spicco del regime e diplomatico di carriera. Dopo aver lavorato in una 'bottega' antiquaria, a Milano, già negli anni Venti Della Morte aderì al Fascismo e intraprese una carriera diplomatica che lo portò, negli anni, a Kassel, Breslaw, Moulhouse, Saarbruken e, appunto, a Berlino dove instaurò stretti contatti con le alte sfere del III Reich. Lasciò la Germania dopo l'8 settembre 1943 per trasferirsi a Campodolcino di Valle Spluga dove la famiglia aveva una villa. Nei convulsi giorni di aprile 1945 venne "convocato" a Milano dove, appunto, ricevette dal Duce una borsa, chiusa con un lucchetto marchiato B.M., con documenti segreti e una somma di denaro in franchi svizzeri.

"Il Duce - riferisce oggi il figlio del diplomatico - lo invitò a nasconderla e a rendere pubblico il contenuto non prima del 2025". Perché quella richiesta? "Se fossero stati solo soldi - prosegue oggi l'erede dell'ex console a Berlino - quella richiesta 'temporale' non avrebbe avuto alcun senso. E' logico pensare che il Duce in quella borsa-valigia avesse nascosto alcuni documenti importanti, magari copia di alcune lettere inviate ai leader occidentali per 'trattare' la sua fuga, oppure copia dei suoi diari, oppure altri documenti di particolare importanza. Insomma materiale che avrebbe potuto compromettere altre persone. Da qui la richiesta a mantenere il segreto per gli 80 anni canonici". Il figlio di Guglielmo Della Morte, che vive in Friuli, ha deciso di parlare oggi perché è già avanti con glianni. "E vorrei mantenere fede alla richiesta del Duce e al segreto rivelatomi da mio padre quando compii 18 anni, il 18 giugno 1954. Ho fatto un sopralluogo in questi anni e ho constatato che la borsa-valigia, protetta da una cassetta di zinco, è ancora là, in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Io mi sento vincolato alla parola data da mio padre. L'iter per l'apertura e la pubblicazione dei documenti tuttavia é già stato definito". Guglielmo Della Morte, che in Germania sposò Brigitte von Plotho (Darmstadt 1916-Milano 1958), fu oggetto nell'immediato dopoguerra di un attentato che per poco non gli costò la vita. I due attentatori vennero individuati ma poterono usufruire dell'amnistia voluta dal Guardasigilli dell'epoca, Palmiro Togliatti.

FONTE: http://www.ansa.it


I diari del Duce trovati in Valle Spluga

Tornano ancora una volta alla luce le ultime volontà di Benito Mussolini. A rivelarlo è il figlio di Guglielmo Della Morte, console italiano ai tempi in cui il Duce fu catturato dai partigiani a Dongo


Udine - Tornano ancora una volta alla luce le ultime volontà di Benito Mussolini. E fors'anche le pagine segrete dei suoi diari. A rivelarlo è stato il figlio di Guglielmo Della Morte, console italiano ai tempi in cui Mussolini fu catturato dai partigiani a Dongo.

Le volontà di Mussolini Le ultime volontà del Duce - possibilmente anche parte dei suoi diari - sono custodite in valle Spluga, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. A rivelarlo all’Ansa è stato il figlio di Guglielmo Della Morte, già console italiano a Berlino, che fu convocato dal Duce, a Milano, poche ore prima che quest’ultimo venisse catturato dai partigiani a Dongo. "Mio padre ricevette una borsa sigillata - ha raccontato l’uomo - con la promessa a non aprirla prima del 2025. E' evidente che non può che contenere lettere e altro materiale storico di grande rilevanza". L’uomo, che vive in Friuli, ha anche precisato che la cartella è rinchiusa in una cassetta di zinco. "Il contenuto si è quindi preservato".

FONTE: http://www.ilgiornale.it

Italian and American History

i montaggi di STORIA LIBERA utente di youtube...




purtroppo e cosi....

Sigilli alla Fiat in tutta Italia dallo squadrismo mediatico di Casa Pound

Ieri mattina le concessionarie della casa automobilistica in via Tiziano e via Torino a Cuneo sono state trovate 'sigillate' con il nastro bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e circondate di striscioni con la scritta 'Fiat odia l'Italia'. A rivendicare il blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, è CasaPound Italia. Un'azione non violenta, un gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio: ''Prima fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l'Italia''. Cpi esige lo stop agli incentivi ''per auto prodotte all'estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati'' e chiede ''incentivi solo per auto prodotte in Italia'', mentre, quanto agli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano ''sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e Fincantieri''.''La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio', ha tradito il nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche nel nostro Paese per portare la produzione all'estero. Lasciamola fallire e con i soldi che non 'ruberà' piu' avvieremo una nuova e sana industria automobilistica''

Consulta Provinciale degli Studenti di Roma: Bs 4 consiglieri; As 2 consiglieri; 1 consigliere Ls

Roma, 26 nov. – (Adnkronos) – Nelle elezioni per la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma che si sono svolte questa mattina all’Itis Galilei di via Conte Verde, il Blocco Studentesco ha ottenuto 98 voti su un totale di 351. Quattro sono i consiglieri eletti, mentre con il 28% totale delle preferenze, il Blocco, si legge in una nota, «rappresenta di fatto quasi 50 mila dei 170mila studenti iscritti negli istituti di Roma e Provincia». «Quella di oggi è una giornata storica -ha commentato Francesco Polacchi, responsabile nazionale del Blocco Studentesco-. Abbiamo raddoppiato i voti di due anni fa e ci siamo confermati come il primo movimento studentesco della Capitale». «Ad ottenere il presidente, grazie ai 169 voti raccolti, è stata la lista ‘Cambia Canalè, formata da tutte le componenti della sinistra, dal Pd all’Uds, dai Giovani Comunisti fino ai collettivi. Soltanto 54 voti e 2 consiglieri eletti per la lista ‘la nostra consultà, formata da Azione Studentesca (Pdl). Ultima con 31 voti e 1 consigliere la lista ‘Terzo Incomodò, apparentemente apolitica ma al cui interno di fatto convivevano Lotta Studentesca (Forza Nuova) e altri gruppi di estrema destra», spiega il Blocco. «Nonostante la presidenza sia andata alla sinistra, faremo di tutto per trasformare la Consulta da un organo inutile e semisconosciuto in un’istituzione capace di farsi portavoce delle istanze degli studenti -assicura Alessandro Zattini, candidato presidente del Blocco Studentesco e neo consigliere eletto – La grande affermazione del Blocco Studentesco è una forte risposta a chi ne auspicava il declino». «Noi da soli abbiamo raccolto più consensi di Azione Studentesca e di tutta l’estrema destra messi insieme. Se pensiamo che il risultato della sinistra va diviso per 5 o 6 movimenti diversi, la nostra affermazione assume ancora maggiore significato. Se qualcuno invece di ragionare esclusivamente per interessi di piccolo cabotaggio avesse accettato di collaborare con il Blocco Studentesco, forse oggi la sinistra antifascista non canterebbe vittoria», ha concluso Polacchi. Questo l’elenco dei risultati elettorali: – 98 voti Lista ‘Giovinezza al Poterè, Blocco Studentesco – 4 consiglieri – 54 voti Lista ‘La nostra consultà, Azione Studentesca – 2 consiglieri – 30 voti Lista ‘Terzo Incomodò, Lotta Studentesca e altri gruppi estrema destra – 1 consigliere – 169 voti Lista ‘Cambia Canalè, Pd, Uds, Giovani Comunisti, Collettivi, studenti indipendenti – 7 consiglieri + il presidente (Zla/Pn/Adnkronos)

ANZIANA SIGNORA PICCHIATA E VIOLENTATA DA DUE RAPINATORI RUMENI

Una pensionata 70enne di Grammichele (Catania) è stata legata, picchiata e violentata da due rapinatori nella sua casa. Due romeni sono stati fermati dai carabinieri: hanno già confessato. La donna è ricoverata sotto shock e con traumi in diverse parti del corpo all'ospedale di Caltagirone. I due fermati sono Vasile Borgovan di 29 anni e Nicolae Ghinea di 22 anni.Intorno alla mezzanotte i due romeni si sarebbero recati a casa della vittima ritenendo che l'abitazione fosse vuota. Accortisi che la donna era a letto, l'avrebbero aggredita a calci e pugni e poi legata e violentata. Successivamente i due si sabbero impossessati di pochi euro, oggetti d'oro e dell'auto della pensionata con cui sono scappati. Ma la fuga è durata poche ore. La donna si trova ora ricoverata nell'ospedale di Caltagirone dove i medici l'hanno giudicata guaribile in 45 giorni.



Tratto da Tgcom




Blocco Studentesco: Azione contro caro-libri in 40 città


Roma, 24 set. Oggi a Roma e in altre 40 città italiane, il Blocco Studentesco ha realizzato un'azione dimostrativa contro il caro libri. Davanti a centinaia di istituti superiori sono stati depositati dei sacchi di juta, su cui è stata stampata l'effige del dollaro contornata dai nomi delle principali case editrici che producono testi scolastici. A Roma l'azione ha interessato più di 50 istituti, compresi licei storici come il Visconti, il Cavour e il Tasso. "Nonostante le promesse del ministro Gelmini, le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l'acquisto dei libri di testo. La spesa per ogni studente supera in media i 500 euro, senza contare che un istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero", spiega Francesco Polacchi, responsabile nazionale del Blocco Studentesco. "Il Ministro dell'Istruzione - prosegue Polacchi - non ha preso nessun provvedimento serio per contrastare questo problema, limitandosi a 'consigliare' alle case editrici di non cambiare edizione e di non aumentare i prezzi per 5 anni. Misure assolutamente insufficienti e inefficaci". "Il Blocco Studentesco - conclude Polacchi - continua la sua battaglia per l'adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale (differente a seconda dell'indirizzo scolastico). Chiediamo inoltre la creazione di un organo di controllo specifico che vigili sull'attività e i profitti delle case editrici".

Croazia La bandiera italiana issata a Fiume Interviene la polizia



Una bandiera italiana con scritte irredentiste è stata innalzata sabato notte da ignoti in una delle piazze centrali della città croata di Rijeka (Fiume), nel nord Adriatico. A dare la notizia è stata la televisione pubblica croata Hrt, che ha dedicato al fatto l’apertura dell’edizione serale del telegiornale. Dopo la segnalazione di alcuni passanti la polizia locale ha provveduto a togliere il tricolore italiano sul quale, tra l’altro, era stato scritto: «Torneremo in Istria, a Fiume e in Dalmazia». Nelle vicinanze sono stati trovati dei volantini con la scritta: «Viva Fiume italiana!» Si suppone che con questo atto eclatante qualcuno abbia voluto commemorare il 90° anniversario dell’occupazione della città delle truppe di Gabriele D’Annunzio. Era infatti il 12 settembre 1919 quando la legione degli “Arditi“, 2500 nazionalisti ed ex combattenti italiani guidati dal celebre poeta, occupò la città e proclamò la Reggenza Italiana del Carnaro, successivamente annessa al Regno d’Italia. Il rappresentate della minoranza nazionale italiana al parlamento croato, Furio Radin, ha espresso la sua condanna dell’atto definendolo «una provocazione diretta contro la Croazia, ma anche contro l’Italia e i rapporti di buon vicinato tra i due Paesi amici». La stessa emittente Hrt ha riferito che la polizia ha aperto un’indagine.
fonti: www.ilgiornale.it

GIUSTIZIA PER GABRIELE: 6 ANNI VERGOGNA

Arezzo, Novembre 2007: Gabriele Sandri, 26 anni, in viaggio verso Torino per assistere ad una partita di calcio, viene fucilato dall’agente della Polizia stradale Luigi Spaccarotella. La sentenza di ieri condanna l’agente (il quale, tra l’altro, si è sempre rifiutato di sottoporsi ad interrogatorio durante il processo) per omicidio colposo a sei anni di carcere. Non farà un giorno di galera e non sarà espulso dalla polizia. Dopo il rito a ambrosiano e quello bolognese siamo al rito aretino. Un rito che consente a Spaccarotella di esultare di gioia ignorando vergognosamente il dolore della famiglia Sandri e la rabbia degli amici di Gabriele.
Noi come Associazione siamo solidali con la famiglia di Gabriele e sdegnati ci ribelliamo ad una sentenza che stravolge il senso del diritto e che equipara un omicida che spara, rischiando di compiere una strage, ad un automobilista che accidentalmente investe un passante. Nella nuova logica della “sicurezza” uccidere un tifoso non è reato, una logica che ci ricorda i costruiti anni di piombo in cui uccidere un “antagonista” non era reato. Non sono bastate cinque testimonianze e la ricostruzione puntigliosa della pubblica accusa ad impedire ad un pugno di giudici umoralmente illuminati di manipolare la legge “graziando” una guardia considerata nell’esercizio delle sue funzioni di killer. Da ieri sappiamo che chi in divisa impugna a due mani una Beretta, la punta contro dei giovani e fa fuoco uccidendone uno male che gli vada verrà condannato per omicidio colposo e non farà un giorno di galera.




…E LIBERTA’ di BASTONARE a MORTE


Ferrara, Settembre 2005: Federico Aldrovandi, 18 anni appena compiuti, viene bastonato a morte da una pattuglia della Polizia di Stato: i suoi assassini, Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani, Luca Pollastri sono stati condannati per “eccesso colposo nell’uso della forza” a 3 anni e 6 mesi. Non faranno un giorno di carcere e non saranno espulsi dalla Polizia.
Con la loro “sicurezza” siamo ormai sicuri da morire!

MA IN CHE MONDO VIVIAMO.....


Milano, 26 giu. Un operaio italiano di 42 anni e' stato arrestato per aver abusato di una bambina di 4 anni. L'uomo, raggiunto da un ordine di cautelare in carcere emesso dal gip di Busto Arsizio Chiara Venturi su richiesta del sostituto procuratore Valentina Margio, e' stato fermato stamane dagli agenti della squadra Mobile di Varese.


Milano, 12 giu. Ha violentato la figlia per anni, a partire dal 2004, quando la ragazza era 12enne. Per questo personale dell'Ufficio Minori e della Squadra Investigativa del Commissariato di Busto Arsizio, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Milano, ha arrestato un cittadino cinese di 45 anni, responsabile di violenza sessuale continuata.


MA IN CHE MONDO VIVIAMO.....






PEDOFILI ALLA GOGNA!!!!!!!!

BOICOTTIAMO IL REFERENDUM

Boicottiamo il referendum
di Gabriele Adinolfi
www.noreporter.org

Le tre ragioni per rigettare questa riforma tanto voluta da Fini
Il 21 e 22 giugno si va a votare per il referendum sulla riforma elettorale. Come di consueto vanno al seggio praticamente soltanto i tifosi della riforma e tutto si gioca non sull'esito della votazione ma sul quorum il cui raggiungimento, chi le è contrario ha l'abitudine di boicottare.
La scelta quindi è tra il voto favorevole alla riforma e il non voto.
L'unica scelta che ha un senso nello specifico è lquella del non voto.
E, se mai doveste andare alle urne per il secondo turno delle amministrative, ricordatevi di rifiutare la scheda referendaria e di assicurarvi che non siate state computati tra gli elettori.
Astensione, perché? Perché se questa riforma passasse comporterebbe tre risultati liberticidi. Li elenco.
Primo: l'attribuzione del premio di maggioranza al partito più votato invece che alla coalizione vincente resusciterebbe il bipartitismo, che in Italia non ha mai davvero preso, sostituendolo al bipolarismo imperfetto che c'è oggi e spezzerebbe così ogni dinamica minoritaria sia al di fuori che all'interno degli schieramenti.
Secondo: l'eccessivo potere concesso a un solo partito permetterebbe a chi ha residui di cultura stalinista d'instaurare una vera e propria dittatura silurando da ogni luogo della politica, dell'amministrazione e dell'informazione chi non esegue gli ordini del soviet. Chi avesse qualche perplessità si vada a vedere quello che ha combinato l'attuale classe dirigente di Rifondazione con i suoi avversari interni dopo la vittoria al congresso del 2008. Il successo di un partito di formazione staliniana riporterebbe l'Italia a scenari da incubo. Se questa cultura è palese in partiti minoritari, quali Rifondazione e Italia dei Valori, c'è, criptica ma solida, anche all'interno del Pd. Il pericolo è chiaro.
Terzo: la contesa referendaria viene anche vista dai Proci come un'occasione per creare dissapori e conflitti tra premier e Lega cercando, così, di creare le condizioni per il governissimo di unità nazionale richiesto a gran voce dalla City e da Bankitalia, i grandi congiurati contro la Nazione. Non è un caso che a sospingere il Sì al referendum sia Gianfranco Fini, che non si sa se definire lacché della City e vassallo di Draghi o lacché di Draghi e vassallo della City. Se ci fosse anche solo l'ombra del dubbio a fugarla ci pensa la posizione di Fini: sappiamo per esperienza che, a meno di voler diventare cittadini britannici, il modo migliore per non sbagliare è quella di scegliere l'opposto di quest'uomo.

RAID INCENDIARIO A CASAPOUND BOLOGNA

Sfiorata e mancata strage col fuoco a Casapound Bologna
Raid incendiario alle prime ore dell'alba contro la sede di Casapound Bologna, in piazza di porta Castiglione. Verso le 4.30 qualcuno ha appiccato fuoco alla porta in legno della palazzina, dove oltre agli uffici c'è anche l'appartamento in cui vivono il leader del movimento, Alessandro Vigliani, 30 anni, e la sua fidanzata, 29 anni al quarto mese di gravidanza. Entrambi sono stati costretti a calarsi da una finestra per mettersi in salvo, e la giovane, per lo spavento e una lieve intossicazione da fumo, è stata portata in ambulanza all' ospedale Sant'Orsola, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di sei giorni. Il rogo, secondo la polizia, è di chiara matrice dolosa: davanti alla porta sono stati trovati scampoli di stoffa imbevuti di liquido infiammabile e i resti di una tanica in plastica da cinque litri. Non sono invece state trovate scritte, nè altre tracce di rivendicazione. Sull'episodio ha avviato indagini la Digos. «Non vogliamo dare troppo spazio alle azioni di quattro codardi che non meritano nessun rispetto», ha commentato Vigliani in una nota in cui ha ricostruito l'accaduto. «Vogliono intimidirci, ma se pensano di farlo si sbagliano di grosso», ha concluso il leader di Casapound Bologna, che si aspetta «la solidarietà da tutte le forze politiche». (ANSA).

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"Un vile attentato la cui mano è sconosciuta solo a chi non vuol vedere". Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia commenta l'attacco incendiario portato stamane alle 5 alla sede di Bologna dell'associazione da lui presieduta."Al'interno dei locali vi erano Alex Vigliani, responsabile cittadino di Casapound Italia, e la sua compagna, incinta. Solo il caso ha voluto che siano riusciti ad uscire prima che il fumo invadesse l'ambiente con conseguenze che non vogliamo immaginare."A Bologna - continua Iannone - è in atto da ormai un anno un continuo attacco alla nostra associazione. Attacchi verbali, con aggressioni, intimidazioni, danneggiamenti vari ed ora anche gli attentati incendiari. Il tutto nell'assoluto e colpevole silenzio delle istituzioni."Sappiamo bene che chi perpetua queste politiche di stampo mafioso gode dell'appoggio istituzionale di rappresentanti cittadini e di quartiere. Tutto ciò non può essere più tollerato""Chiediamo - conclude Iannone - Che le istituzioni bolognesi, con il sindaco uscente in testa ed i candidati in corsa per la poltrona, prendano posizione immediata di condanna e diano fattiva prova di solidarietà recandosi a vedere con propri occhi il risultato della politica attuata da chi concepisce l'infamità e la vigliaccheria come stile di vita"

Il sacrestano di Vigevano con la svastica al braccio

"Nella parrocchia di San Francesco, accoglie i fedeli con una fascia col simbolo nazista. Rischia una denuncia per apologia. "Sono di estrema destra e fiero di esserlo"



PAVIA - Accoglieva i fedeli della parrocchia di San Francesco a Vigevano, in provincia di Pavia, con una svastica al braccio. Protagonista, il sacrestano della chiesa, Angelo Idi, 51 anni, vigevanese, che ora rischia una denuncia per apologia del fascismo. Idi è stato visto dai parrocchiani con il simbolo nazista legato al braccio sinistro martedì pomeriggio, proprio nella giornata in cui in Israele si ricordavano le vittime della Shoah. Un fotografo lo ha anche immortalato, mentre salutava i parrocchiani all'uscita dalla messa. Lui, sacrista da 5 anni, non fa mistero delle sue preferenze politiche: "Sono di estrema destra e fiero di esserlo - spiega - sono un seguace della Repubblica di Salò". E sostiene che non esista alcuna contraddizione tra l'ideologia politica e il ruolo che ricopre. "Penso che non importi a nessuno delle mie idee politiche - dice - l'importante è che faccia bene il mio lavoro, come in effetti faccio. E poi, se vogliamo essere pignoli, allora andiamo a vedere quanti cattolici votano a sinistra oppure si sono espressi a favore dell'aborto". Lo scorso anno - riferisce l'edizione online dell'Informatore vigevanese - prese a manganellate un ladro che aveva cercato di scassinare una cassetta delle elemosine. E al periodico La legione ha scritto una lettera con la quale si è "scusato", a nome dell'Italia, con la famiglia Mussolini. Nessun commento dal vescovo della Diocesi di Vigevano, monsignor Claudio Baggini. Sul fronte politico locale è immediata la reazione di Rifondazione comunista: "E' un fatto gravissimo e intollerabile - commenta il leader del partito, Roberto Guarchi - ci auguriamo che il vescovo prenda gli opportuni provvedimenti".


(24 aprile 2009)


fonti: la Repubblica


CASAPOUND ITALIA : AIUTO AI TERREMOTATI





CasaPound Italia: Punti per raccolta aiuti per l'Abruzzo

Roma, 14 apr. - “Ad una settimana dal terremoto in Abruzzo, possiamo tirare un primo bilancio della nostra attività per far fronte all'emergenza”. Lo rende noto una nota dell'associazione con a simbolo una tartaruga.“Nel comune di Poggio Picenze – continua la nota – CasaPound Italia ha installato un capo base cui fanno capo gli invii del materiale raccolto in tutte le regioni d'Italia. I volontari in forza al campo, forniscono la propria attività presso i magazzini gestiti dal Comune di Poggio Picenze e nella distribuzione del materiale alla popolazione”.“La forte sinergia tra il Comune di Poggio Picenze e CasaPound consente un'ottimale gestione della situazione, grazie al coordinamento tra i responsabili del campo e Marcello Taddei, rappresentante della Protezione Civile del Comune”.“Nei magazzini del comune di Poggio Picenze, è stata stipata buona parte del materiale raccolto in tutte le regioni da CasaPound Italia. Altro materiale è stato distribuito alle popolazioni e ne i magazzini dei comuni limitrofi.“Diciottomila litri d'acqua, duemila kg di pasta, 1000 litri di latte, 1600 kg di scatolame vario, 500 pacchi di pannolini, 300 kg di piatti, tovaglioli e bicchieri di plastica, 1500 kg di materiale per l'igiene personale. Sono queste alcune cifre del materiale raccolto e distribuito.La raccolta continua ed in questa seconda settimana di attività sul territorio, arriveranno a Poggio Picenze altri carichi di materiale di seconda fascia.Una gara di solidarietà e d'impegno concreto che per quel che riguarda CasaPound Italia non vedrà mai i riflettori spegnersi”.







AIUTIAMO L'ABRUZZO!!

ANCORA STUPRI IN ITALIA!!!

Ma che sta succedendo in Italia? Ultimamente gli stupri sembrano più frequenti delle morti sul lavoro. In poco più di 24 ore, tra il pomeriggio di Venerdì e le prime ore di Domenica abbiamo assistito allo stupro di una ragazzina di 14 anni a Roma, di una quindicenne a Bologna e infine di una ventunenne a Milano.
Ma perchè? Stiamo veramente diventando così barbari da violare anche delle ragazzine così piccole, ancora quasi bambine? Ma no, è chiaro, non è colpa nostra: è tutta colpa degli extracomunitari. Infatti lo stupratore di Bologna, già fermato, è un filippino. Quelli di Roma dovrebbero essere uomini dell'Est mentre a Milano la ragazza, sudamericana, è stata violentata da un nordafricano. Ecco! Visto che è così! Non è colpa nostra. Allora la soluzione del problema è facile: basta colpire lo straniero e fortemente colpire il barbaro invasor come hanno fatto i ragazzi in via Carroceto.
Il bello è che il sindaco di Roma Alemanno dice: " no alla giustizia fai te".
Io credo (come tanti altri miei connazionali) che finchè non ci sia una buona giustizia e quindi non quella italiana sia meglio che la popolazione italiana si faccia giustizia da sola finchè non si farà veramente giustizia per tutti i reati che hanno commesso queste persone ( che tanto persone non sono).


ANCORA DOLORE PER LE FAMIGLIE ITALIANE



Universitario ucciso
fermato un albanese
07/01/2009 19:49


Una coltellata al cuore, uno sfregio alla gola. Lasciato in strada, sulla neve, a morire. Era andato a Grigno per consultare un libro Luigi Michele Del Percio, 29 anni di Trento. Sotto le scale che portano alla biblioteca del paese ha trovato la morte. Senza un perché. Un braccio sconosciuto gli ha tolto la vita, all'improvviso, e lo ha derubato dello zainetto. L'arma e la tracolla color verde militare sono state cercate a lungo dai carabinieri fra Grigno e Tezze, per tutta la notte, mentre in caserma il pm Fabio Biasi e gli investigatori dell'Arma hanno sentito per tutta la serata un ragazzo. È stato torchiato per ore un albanese di 21 anni, alto, con un giubbetto scuro e con un berretto in testa, proprio come il giovane che un testimone ha visto litigare animatamente con la povera vittima. Le 14 erano passate da poco. È quello l'orario di apertura della biblioteca di Grigno che vanta, nella propria collezione, pubblicazioni d'arte rare. Come il libro su Modigliani che Luigi Michele Del Percio voleva consultare ieri. Era partito da casa, in via Degasperi dove abita con i genitori, di buon'ora al mattino. Avrebbe compiuto alcune commissioni, fatto un paio di telefonate e poi preso il treno della Valsugana che parte dalla stazione di Trento alle 12.05 e che arriva a Grigno alle 13.35. Una decina di minuti ci vogliono dalla stazione del paese per arrivare alla biblioteca. Luigi era puntuale: avrebbe consultato la pubblicazione su Modigliani per prepararsi per un concorso. Laureato in scienze dei beni culturali all'università di Trento, aveva svolto un breve tirocinio al Museo Tridentino di scienze naturali prima dell'iscrizione alla laurea specialistica. L'arte e l'archeologia fra le sue passioni. Alle 14, dunque, l'apertura della biblioteca. La stessa meta del suo assassino. Luigi è caduto a terra, nel sangue. Lo ha visto un passante e contemporaneamente al bibliotecario l'allarme è arrivato da un corriere della ditta Sda che era salito per consegnare un pacco. «C'è una persona che sta male, a terra». È arrivato di corsa anche un vigile urbano, che ieri pomeriggio era a riposo. Poi i carabinieri. L'ambulanza è partita da Borgo e dopo pochi minuti è atterrato il medico rianimatore con l'elicottero. Le condizioni sono apparse subito critiche. Luigi Michele Del Percio perdeva sangue, si muoveva ma era incosciente. Gli occhi, chiusi davanti alla biblioteca di Grigno, non li avrebbe mai più riaperti. È stato portato d'urgenza nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Trento, ma a nulla sono serviti i tentativi di strapparlo alla morte. Il ragazzo è spirato subito dopo il ricovero. Senza ancora che nessuno sapesse perché e per mano di chi. Ai carabinieri, che hanno subito transennato il luogo in cui è stato trovato agonizzante il giovane, è spettato il duro compito di andare a casa dei genitori. Il papà, Michele Del Percio, è un loro collega: ora in pensione, ha concluso la sua carriera nell'Arma al nucleo operativo e radiomobile di Trento. Negli anni di lavoro, sulle strade del Trentino, ne ha viste tante di disgrazie. Ieri, accanto alla moglie Gabriella Franceschinelli, insegnante alla scuola infanzia Collodi, non riusciva a farsene una ragione. Luigi era il loro unico figlio. Un bravo ragazzo, studioso e senza tanti grilli per la testa. Ha incontrato la morte mentre andava a studiare.Marica Viganò


fonte : L'Adige



LA REALTA' SI AVVICINA ANCHE IN VALSUGANA


Ma non vi viene voglia di fare qualcosa??

Di dire basta???